Metti la tua firma a supporto
di una retribuzione giusta
e per il salario minimo!

Proposta di legge di iniziativa popolare per istituire il salario minimo in Italia, depositata presso la Cassazione e annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 101 del 2 maggio 2024 (ai sensi dell’articolo 71 della Costituzione).

Scarica la proposta di legge

L’estate scorsa grazie a tutti voi abbiamo raccolto centinaia di migliaia di firme alla petizione per chiedere al Governo di inserire un salario minimo per tutte le lavoratrici e lavoratori.

Il Governo non ci ha ascoltato, non vi ha ascoltato.
La maggioranza ha provato prima a cancellare la legge, ne ha poi imposto lo stop per almeno due mesi, e l’ha infine snaturata costringendo le opposizioni al ritiro.

Ma noi non ci arrendiamo. Come forze di opposizione continuiamo a batterci per una retribuzione equa e abbiamo depositato in Corte di Cassazione una proposta di Legge di iniziativa popolare.

Di cosa si tratta? Di un testo di legge proposto dai cittadini, che ogni individuo maggiorenne può sottoscrivere. E se superiamo le 50mila sottoscrizioni il Parlamento è tenuto a discutere la proposta di Legge.

A differenza delle firme raccolte per la petizione dell’estate scorsa, questa proposta è più vincolante e richiede firme certificate.

Per questo si può sottoscrivere in due modi:

  • presso i banchetti diffusi su tutto il territorio nazionale, portando con sé un documento di identità.
  • ⁠online con SPID o carta d’identità elettronica (CIE), sulla piattaforma ItAgile, cliccando il pulsante a destra e seguendo le indicazioni della piattaforma.
Perché serve un salario minimo in Italia?

In Italia, negli ultimi decenni, il numero di lavoratori esposti al rischio di povertà è aumentato sensibilmente. La quota di lavoratori poveri tra il 2006 e il 2017 è passata dal 17,7% al 22,2%, vicini al 28% per le donne. Inoltre il rischio di bassa retribuzione è altissimo, del 53,5% per i lavoratori part-time e i lavoratori atipici. Dai dati Eurostat emerge che in Italia l’11,7% dei lavoratori dipendenti riceve un salario inferiore ai minimi contrattuali, dato ben al di sopra del 9,6% di media UE.

Il fenomeno diventa ancora più urgente se si pensa che i lavoratori hanno subìto due forti attacchi al loro potere d’acquisto negli ultimi anni: il primo con la pandemia del Covid-19, che ha portato molti lavoratori a restare a casa in cassa integrazione; e il secondo con l’invasione russa dell’Ucraina, che ha portato a un’alta inflazione di matrice energetica che si è rapidamente estesa ai beni primari. I costi di queste crisi però, i lavoratori italiani le stanno pagando più che negli altri Paesi: alla fine del 2022, infatti, i salari reali in Italia erano calati del 7,5% rispetto al periodo precedente la pandemia, contro una media Ocse del 2,2%.

Parte della motivazione per queste forti differenze sta nella contrattazione malata e nell’assenza di un salario minimo legale che caratterizzano il nostro Paese.

Qual è la vostra proposta di salario minimo?

Un’ampia coalizione di partiti di opposizione (Alleanza Verdi e Sinistra, Azione, MoviMento 5 Stelle, Partito Democratico, +Europa) propone un modello di salario minimo che non vada a danneggiare l’importanza della contrattazione collettiva sana: un sistema misto, cioè, che impone che ai lavoratori di ciascun settore sia riconosciuto il trattamento economico complessivo e il trattamento economico minimo previsti dal contratto collettivo firmato dalle associazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, ma che richiede anche che in ogni caso il trattamento economico minimo non possa essere inferiore ai 9 euro all’ora.

Dove posso trovare il testo integrale della proposta di legge?

La proposta è stata depositata presso la Corte di Cassazione, ed è stata annunciata in Gazzetta Ufficiale il 2 maggio 2024. Il testo è scaricabile qui: https://firme.salariominimosubito.it/wp-content/uploads/2024/05/LIP-SALARIO-MINIMO-TESTO.pdf

 

Qual è la situazione negli altri Paesi?

Nella gran parte dei Paesi economicamente più sviluppati si trova un sistema che garantisca il salario minimo. Nell’Unione Europea, 21 Paesi su 27 hanno il salario minimo, che viene aggiornato in base all’aumento dell’inflazione. In Francia, per esempio, l’aumento percentuale del salario minimo nel 2015 ha comportato un aumento per l’11% dei lavoratori. Più di recente, la Germania nel 2022 ha aumentato il salario minimo orario a 12€, un aumento del 25% rispetto all’anno precedente; mentre la Spagna nel 2023 ha aumentato nuovamente il salario minimo mensile a 1080€ (su 14 mensilità, 1260€ se pagato in 12), portandolo ad un aumento del 47% rispetto al 2018 quando il governo Sanchez si è insediato.

Questa proposta non rischia di danneggiare la contrattazione collettiva?

La proposta in realtà va a valorizzare la contrattazione collettiva seria, selezionando come valori minimi salariali per ciascun settore quelli individuati dai sindacati più rappresentativi. Secondo i dati del CNEL, al 31 maggio 2023, risultano depositati 975 contratti collettivi nazionali del settore privato, di cui solo il 22% circa è stato siglato dalle associazioni sindacali confederali (cioè da categorie associate a CGIL, CISL, UIL).

Negli ultimi anni il totale depositato al CNEL è quasi raddoppiato, passando da 551 contratti nel 2012 a 1053 nel 2022; e questa impennata può essere imputata quasi esclusivamente ai sindacati non rappresentativi. Questi contratti, con livelli salariali e tutele al ribasso, mettono pressione negativa sui salari anche dei sindacati più rappresentativi, perché sono uno strumento di possibile “minaccia” in sede di contrattazione collettiva da parte delle associazioni datoriali.

Detto in parole semplici, se i veri sindacati chiedono aumenti salariali troppo alti, i datori possono minacciare di ricorrere ai contratti pirata. Ma se c’è una legge che disinnesca questa minaccia, perché il salario minimo è comunque quello individuato dai sindacati più rappresentativi, i salari sono liberi di tornare a crescere.

Ma se aumentano i salari, non aumenterà la disoccupazione?

Gli studi empirici sulle economie sviluppate hanno dimostrato che, praticamente in tutti i Paesi che hanno implementato un salario minimo, aumenti ragionevoli del salario minimo portano ad un aumento per i salari più bassi senza che ci sia un effetto negativo sull’occupazione o sul numero di ore lavorate.

Persino l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) sottolinea che il salario minimo tende empiricamente ad avere un importante effetto positivo sulla riduzione delle disuguaglianze, e che agisce non solo sui lavoratori direttamente impattati dal nuovo livello salariale ma anche su coloro che sono vicini al minimo, che solitamente vedono anch’essi un aumento a cascata delle loro retribuzioni (fonte: https://www.ilo.org/global/topics/wages/minimum-wages/monitoring/WCMS_438873/lang--en/index.htm).

Anche la BCE guarda con favore al salario minimo, prevedendo che l’aumento dei minimi salariali in questi anni sarà un fattore chiave per l’aumento dei salari aggregati e della crescita economica nell’eurozona (fonte: https://www.ecb.europa.eu/pub/economic-bulletin/focus/2022/html/ecb.ebbox202203_04~dd90d8dbde.en.html).

Cos’è una legge d'iniziativa popolare?

La legge d'iniziativa popolare è una proposta di legge che viene scritta e promossa da cittadini invece che dal Governo o dal Parlamento.

La Costituzione, all’art. 71, nel secondo comma, recita: “Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.

Questo significa che dei cittadini possono scrivere un testo di legge, presentarlo presso la Corte di Cassazione e, una volta pubblicato, raccogliere firme per la sua promozione. Se le firme superano le cinquantamila, la proposta arriva in Parlamento ed è discussa come se fosse una proposta di legge del Governo o del Parlamento.

Chi promuove questa legge?

Questa petizione è promossa dalle forze politiche di opposizione (Partito Democratico, MoVimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra), che hanno messo a disposizione la propria organizzazione per consentire ai cittadini interessati di sostenere la necessità di un salario minimo. E di venire finalmente ascoltati dal Governo, che ha finora ignorato il problema dei bassi salari in Italia. 

Chi può firmare?

Qualunque cittadinə residente in Italia o cittadinə italianə residente all’estero, che abbia diritto di voto. Il testo costituzionale, infatti, dice che la legge di iniziativa popolare può essere sostenuta da "elettori", quindi chiunque sia un elettore italiano può firmare per la proposta di legge.

Come posso firmare?

Puoi firmare sia on line sul sito www.salariominimosubito.it che in uno dei numerosi banchetti che saranno organizzati dalle forze politiche promotrici e da ogni altra organizzazione che sostiene la petizione (per la firma al banchetto occorre esibire un documento di identità il cui numero sarà annotato sul modulo)

Questa raccolta firme è diversa da quella dell'estate 2023?

Sì, quella lanciata l'estate scorsa era una petizione (ai sensi dell'art. 50 della Costituzione) nella quale i cittadini semplicemente chiedevano al Parlamento di approvare la proposta di legge delle opposizioni sul salario minimo. Non era vincolante per la maggioranza, che l'ha infatti ignorata.

Per questo motivo ora lanciamo una nuova raccolta firme ma questa volta più mirata, per una legge d'iniziativa popolare (ai sensi dell'art. 71 della Costituzione). In questo caso il testo della legge è promosso dai cittadini stessi e sostenuto da firme autenticate (con SPID o ai banchetti). Al superamento delle 50mila firme, il Parlamento è tenuto a discutere la proposta di legge.

Se ho firmato la petizione l'estate scorsa posso/devo firmare di nuovo?

Assolutamente sì!

Trattandosi di due diverse raccolte firme, bisogna firmare di nuovo. Inoltre le firme dell'estate scorsa non erano autenticate, invece le firme per la legge d'iniziativa popolare saranno autenticate tramite SPID se si firma online o tramite pubblico ufficiale presso i banchetti.

Posso firmare più volte o indicare un nome di fantasia?

No. L'autenticazione tramite SPID nella firma online o tramite pubblico ufficiale ai banchetti garantisce che ogni cittadino possa votare una volta sola e che la reale identità del cittadino sia certificata. Un'eventuale seconda firma non sarebbe accettata nel totale delle firme raccolte e presentate in Parlamento.

Come posso aiutare nella raccolta firme?

Puoi aiutare diffondendo il link per la firma online sui social, tra i conoscenti, parenti, amicə colleghə – o invitarlə a recarsi presso un banchetto nel loro Comune. 

Puoi anche metterti in contatto con uno dei partiti promotori (PD, M5S, AVS) per organizzare un banchetto fisico di raccolta firme. Ricordiamo che le richieste di occupazione suolo pubblico e le conseguenti autorizzazioni rilasciate daI Comuni, per la raccolta di firme finalizzate a sottoscrivere proposte di legge di iniziativa popolare sono esentate in modo assoluto dal pagamento dell’imposta di bollo Agenzia delle Entrate - Risoluzione n. 56 del 2018.

Se vuoi aiutare a sostenere economicamente i costi della raccolta firme (che per l'autenticazione a un costo di oltre 1€ per ogni firma) puoi fare una donazione a uno o più partiti promotori.

Siamo un’associazione / organizzazione / partito / ente e vorremmo sostenere l’iniziativa come possiamo fare?

Il rappresentante legale deve scrivere una mail, possibilmente dall’indirizzo mail istituzionale dell’organizzazione, a comitato@salariominimosubito.it indicando nell’oggetto ADESIONE disponibilità a sostenere e promuovere l’iniziativa e l’autorizzazione a inserire il nominativo della organizzazione all’interno del sito tra le realtà sostenitrici.

In questo momento non è ancora possibile sottoscrivere online, ma solo ai banchetti. A breve aprirà anche la firma online

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